Se il Colosseo diventa ogni giorno più piccolo
Che Roma sia tra le città più belle al mondo è fuori discussione. Ma è ancora una città in cui si vive bene? Una città con un’alta qualità della vita? La domanda nasce dopo gli ultimi gravissimi episodi di cronaca, due giovani insultati, picchiati e accoltellati perché gay. Nasce da qui, ma in un attimo si allarga a macchia d’olio. Gli episodi di violenza a danno di omosessuali, di stranieri, di donne, di ragazze si susseguono con un ritmo che preoccupa, che deve preoccupare. Sentire persone che dicono me ne vado da questa città non è più una rarità, purtroppo. E non è soltanto questione di violenza e di intolleranza.
È la sensazione di una città che sta diventando ostile, cattiva, egoista. Una città in cui gli affitti delle case sono assurdamente alti, in cui l’offerta culturale è tra le più basse d’Europa, in cui le agevolazioni per i giovani non si colgono, in cui (ordinanza in vigore fino al 20 settembre) è vietato bere una birra all’aperto anche se in contenitori di plastica. Intolleranza, divieti, immobilismo, piattume, provincialismo, sono questi i nuovi residenti della capitale?
Poi certo c’è il Colosseo, ma sembra diventare ogni giorno più piccolo.

Pubblicato da insiemearoma
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