L’ANALISI DEL RIFORMISTA SU ALEMANNO (CHE BOTTA!!!)

17 Settembre 2009

fonte: dal Riformista del 17 settembre 2009

Molte cose possono essere perdonate al sindaco di una grande città, ma non l’assenza di idee. E di uomini con idee. La Capitale galleggia sul nulla. Dopo avere vinto le elezioni, impostando la sua campagna elettorale quasi esclusivamente sulla sicurezza, il sindaco di Roma è rimasto prigioniero della sua stessa agenda.

Pare che a Roma questo sia l’unico tema in discussione e ogni sputo, ogni coltellata, ogni cazzotto gli si ritorce contro e gli chiede conto delle sue promesse. Intanto della cosiddetta tolleranza zero non si vede traccia. Tolleranza zero significa l’esatto contrario di quello che sta succedendo in città, dove pare sia circolata un passaparola molto chiara. Fate quel che vi pare che tanto nessuno vi punirà.

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RISULTATI ELEZIONI EUROPEE A ROMA

8 Giugno 2009

europeo_parlamento_strasburgo_xin--400x300A Roma il PDL raggiunge il 38,6% mentre il PD si attesta al 31,6%. L’Italia dei valori raddoppia, rispetto alle politiche del 2008, e raggiunge il 9,7%. L’Unione di centro ottiene il 4,4% mentre la lista MARCO PANNELLA- EMMA BONINO il 4%. Il PDL è il primo partito della capitale ma la coalizione che sostiene il sindaco non è più maggioranza a Roma. Lo dicono chiaramente i dati delle ultime elezioni europee che vedono il PDL al 38,6% .

Questa mattina, il primo cittadino Gianni Alemanno, ha dichiarato di ritenersi molto soddisfatto dei risultati elettorali romani. Ad Alemanno, però, deve essere sfuggito che sommando il 31,6% raggiunto dal PD, ai risultati delle altre forze di opposizione presenti nella capitale, si raggiunge il 57% circa.

Che i romani non fossero soddisfatti dell’attuale amministrazione capitolina è cosa che in giro si sente sempre più spesso, ma questi ultimi significativi dati dimostrano che il sindaco sta davvero perdendo consensi.
Un anno fa alle elezioni politiche il PDL era al 39,43%, oggi, alle europee, si ferma al 38,6%.

Se dopo appena un anno, con un governo amico, il sindaco di Roma e la sua coalizione non riescono a confermare il loro gradimento, allora non si può non ammettere che la luna di miele tra Alemanno e i romani sia già finita.

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ALEMANNO SOTTO SFRATTO?

8 Giugno 2009

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Anche a Roma si è votato per le elezioni europee. Affluenza bassa, hanno votato il 56,6% degli elettori romani. Sicuramente il risultato uscito dalle urne è di difficile comparazione con quello di precedenti tornate elettorali. Però, anche se a livello orientativo, qualcosa di interessante lo dice. In primo luogo le elezioni europee confermano che in termini di voti la Capitale continua a non esprimere una maggioranza politica di centrodestra.

Ad un anno di distanza dalle elezioni comunali si può poi provare a capire se i consensi tributati dai romani al centrodestra sono aumentati sull’onda dell’operato del Sindaco.

I numeri danno su entrambi i punti un responso piuttosto severo per Alemanno & Co.
Seppure il Partito della Libertà tenga, raggiungendo il 38,6% dei voti (36,5% alle comunali e 39,4% alle politiche del 2008) e affermandosi come primo partito a Roma, il quadro è tutt’altro che roseo per la maggioranza capitolina.

Oggi l’attuale giunta sembra quindi essere ben lontana dal rappresentare politicamente la maggioranza dei romani. Anche sommando al PDL tutte le liste di destra (che oggi sono a Roma all’opposizione), il centro destra non supera l’asticella del 41,9%. Questo anche in virtù della sostanziale sparizione della Destra di Storace che passa dal 3,3% del 2008 allo 0,7% di oggi.
Va detto che già nel 2008, sommando i partiti che sostenevano Alemanno a quelli che sostenevano Storace, il centrodestra raccolse al primo turno un risultato ben lontano dal 50%, ottenendo circa il 44% dei consensi.

Appare significativo che ad un anno di distanza questo dato sia peggiorato, senza tracce di inversioni di tendenza in “virtù” dell’operato della Giunta in carica.

Sul fronte dell’opposizione capitolina, al contrario, i dati delle europee sono relativamente confortanti: la somma dei Partiti di opposizione al Sindaco Alemanno raggiunge il 57,8% dei voti. Anche sottraendo i consensi raccolti dall’Udc (4,3%), l’opposizione di centrosinistra supera comunque il 53%. Il Pd arretra dal 34% delle comunali 2008 al 31;6% di oggi (nel 2008 alle politiche ottenne il 41%, evidentemente in una dinamica incentrata sul voto utile). Arretramento nettamente compensato dall’impennata di: Italia dei Valori (dal 3,3% al 9,7%), Lista Bonino (da 0,7% a 4,05%) e formazioni di sinistra (dal 4,5% di Sinistra Arcobaleno al 7,6% di Prc + Sinistra e Libertà).

berlQualcuno potrebbe ragionevolmente obiettare che la sommatoria dell’opposizione ad Alemanno non offre ancora a tutt’oggi una prospettiva politica “propriamente” omogenea. E probabilmente si può aggiungere che anche nel 2008, unitamente ad una campagna elettorale tutta giocata sulla strumentalizzazione delle paure dei cittadini, mancò la capacità di esprimere una coalizione coesa e un progetto convincente per i romani, favorendo in questo modo l’affermazione dell’attuale sindaco al ballottaggio.

Obiezioni condivisibili che ci fanno avvertire ancora più forte la necessità di un percorso politico che da qui ai prossimi anni sappia dare rappresentanza a quella maggioranza di romani che hanno un’idea della città evidentemente diversa da quella di Alemanno.

Per trasformare questo accenno di avviso di sfratto in un esito esecutivo e liberatorio.

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