Insiemearoma.it ha partecipato al sit-in di protesta organizzato dal vicepresidente della commissione Ambiente del Comune di Roma Athos De Luca e dal consigliere Massimiliano Valeriani, per protestare contro il mancato controllo e la mancata rimozione dei cartelloni abusivi. La formula escogitata da Alemanno è la classica: installa (il cartellone abusivo, dove ti pare), paga (sulla base di autocertificazione non controllata, né nel numero dei cartelloni, né della grandezza) e il tutto è sanato (e non più rimovibile). Certo, il Comune così sta raccogliendo tanti soldi, ma non è che ci voleva un genio avendo a disposizione una città come Roma. E’ chiaro che una città del genere è appetitosa per i “cartellonari”, soprattutto se non ci sono più regole, e possono mettere i cartelloni pubblicitari dove gli pare.
Il Campidoglio non esclude il ricorso alle targhe alterne o alle domeniche ecologiche se salirà il livello dell’inquinamento a Roma. Lo ha detto il sindaco della capitale Gianni Alemanno, a margine del convegno “Impatto dell’inquinamento ambientale sulle malattie respiratorie: emergenza influenza”. “Targhe alterne o domeniche ecologiche – ha detto – non sono escluse se le condizioni di inquinamento saranno di un certo tipo e se supereranno una certa soglia.
Davvero curiosa questa dichiarazione di Alemanno che negli anni dell’opposizione si era distinto per l’avversione feroce a questo strumento. Infatti, non sono mancati i commenti sarcastici del PD all’ennesima retromarcia del Sindaco.
Alemanno ha deciso di chiudere tutti e due gli occhi e, in versione scimmietta che non vede e non sente (ma parla), dichiara che sui casi di violenza contro i gay non esiste un caso Roma. Incredibile. Sono mesi che nella capitale si registrano insulti, aggressioni, botte e minacce a ragazzi che si baciano per strada o semplicemente passeggiano mano nella mano, tentativi di incendio a locali gay, scritte che chiedono i gay al Colosseo con i leoni, e il Sindaco dice che non c’è un caso Roma? Capiamo i processi di rimozione, ma Svastichella ad Alemanno non dice nulla?
Dopo lo scivolone sul rugby (i Pretoriani di Roma esclusi dalla Celtic League a favore della squadra di Treviso), Alemanno ci riprova con la pallavolo. Ieri è iniziato il count down per la finale dei mondiali di pallavolo maschile che si disputerà a Roma il 10 ottobre 2010. Alemanno era lì, al Palazzetto dello sport, per azionare la leva che dava il via al conto alla rovescia. Peccato che gli sportivi presenti non abbiano gradito e l’abbiano sommerso di fischi.
Fischi sonori per il Sindaco. Forse per protestare contro l’immobilità della Giunta Alemanno, forse per protestare contro la mancanza di una concreta politica per lo sport, forse per protestare contro l’ennesima vuota passerella. I motivi per protestare erano tanti, i fischi anche.
Riportiamo l’articolo di Pietro Spataro sull’Unità del 28 settembre. Era un uomo duro ma scriveva versi così: «Mai un autunno come questo amaro / già conoscemmo / di sparse foglie / che il vento raduna e trascolora». Sì, era scontroso ma riuscì a diventare il sindaco più amato nella storia di Roma. Quel 27 settembre del 1979 nessuno ci avrebbe scommesso. Luigi Petroselli salì sullo scranno di sindaco e parlò così: «Signor presidente, il sentimento che ora prevale è di umiltà».
Disse proprio: umiltà. Con questo spirito l’uomo venuto da Viterbo, figlio di un tipografo (come racconta Angela Giovagnoli in un bel libro), affrontò la sfida più difficile. Sapeva di avere gli occhi puntati addosso. Ma accettò. «Come un combattente », ci ha ricordato spesso Amato Mattia, il suo uomo-ombra morto anche lui troppo presto. Petroselli, che era un funzionario di partito, riuscì a stupire tutti e stabilì una corrente di orgoglio e di simpatia con la città. «Accadde perché aveva concretezza e forza politica – ricorda Walter Veltroni che allora era un giovane consigliere comunale – Il suo rapporto con la città era profondo. Si capiva che ci credeva». Aggiunge Renato Nicolini, inventore dell’Estate Romana: «Non ti guardava mai in faccia, vestiva come un vecchio pugile.E però aveva un fortissimo spirito di servizio. E si vedeva ».
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